Il sale marino viene estratto dall’acqua del mare per evaporazione dell’acqua stessa. Non si può stabilire una regola concernente l’uso del sale marino nell’alimentazione, in quanto il suo consumo è strettamente legato alla costituzione personale, e alle eccedenze o carenze di minerali del soggetto. In ogni caso il suo uso deve essere limitato nella quantità; si è, infatti, visto che molte malattie sono state somatizzate soltanto dopo che l’uomo ha iniziato ad usare il sale nella propria alimentazione.
Il sale raffinato è un sale “slavato” che ha perciò perso tutti gli elementi migliori che compongono il grano di sale. Ecco perché viene raccomandato di utilizzare sale marino non raffinato, di colore grigio e non bianco, in quanto è sulla parte esterna del chicco che si depositano quasi tutti i minerali essenziali.
In Medicina Biologica, il sale marino integrale è considerato un coadiuvante della normale alimentazione ed è un prezioso rimedio per numerose carenze che generano squilibri ormonali, ghiandolari e nervosi. Lo iodio del sale marino “vivo” agisce favorevolmente sulla tiroide.