Broccolo di Albano - Broccolo romanesco - Carciofo romanesco - puntarelle di cicoria - zucchine romanesche
Varietà di broccolo di elevata qualità, è detto capoccione per le sue dimensioni superiori a quelle del broccolo romanesco. Tradizionalmente gli ortolani dei Castelli Romani, e di Albano Laziale in particolare, scendevano a Roma per vendere nei mercati rionali i loro prodotti tra i quali spiccava il Broccolo Capoccione. Molto rinomato in passato, a livello sia locale sia nazionale, la coltivazione è oggi molto ridotta. La tecnica di produzione del Broccolo Capoccione segue quella classica del broccolo e l'epoca della semina è compresa tra la fine di maggio e la prima decade di giugno e tra la seconda e la terza decade di luglio, mentre la raccolta avviene nei mesi di novembre e dicembre e di marzo e aprile.
Stagionalità: da novembre a dicembre e da marzo ad aprile
Itinerario per la degustazione: Albano Laziale
La coltivazione del broccolo romanesco, il cui nome deriva da "brocco" ossia germoglio, è tipica della campagna romana. La varietà si differenzia dalle altre soprattutto per la caratteristica forma a punta. Al gusto, si presenta dolce.
Stagionalità: da febbraio a maggio e da settembre a novembre
Itinerario per la degustazione: tutta la Provincia di Roma.
Varietà di carciofo molto gustosa, detta anche "cimarolo" o "mammola", e caratterizzata da una forma sferica, compatta, e priva di spine. Il carciofo romanesco, prodotto soprattutto nella zona di Cerveteri e Ladispoli, è largamente impiegato nella cucina ebraico-romana per preparare i rinomati carciofi alla Giudia, che si presentano aperti come un fiore dopo abbondante frittura, e nella cucina romana per la preparazione dei carciofi alla romana, che vengono invece riempiti con aglio, prezzemolo e mentuccia e cotti a lungo in acqua e vino bianco.
Stagionalità: da gennaio ad aprile e da novembre a dicembre
Curiosità: Testimonianze sull'antica produzione del carciofo romanesco tra Ladispoli e Cerveteri sono rappresentate dalle raffigurazioni di foglie di carciofo rinvenute in alcune tombe della necropoli etrusca di Tarquinia. Il prodotto è protetto dall'Indicazione Geografica Tipica (IGP) ed è tutelato dal Consorzio per la tutela del Carciofo Romanesco.
Itinerario per la degustazione: Tutta la Provincia di Roma. Si possono gustare in varie forme anche durante la Sagra del Carciofo alla matticella di Velletri e durante la sagra del Carciofo a Cerveteri.
Le gustosissime “puntarelle” si ottengono da una particolare varietà di cicoria. Seminata in tarda estate, la pianta emette durante l’inverno numerosi germogli detti ciccioli, da cui si ricavano le famose puntarelle: vanno recisi alla base prima che comincino ad indurire. Si possono consumare anche le foglie sia crude che cotte legandole in mazzi.
Curiosità: Le puntarelle nella provincia di Roma sono consumate soprattutto crude condite con una salsa di olio, aglio ed acciughe.
Itinerario per la degustazione: tutta la Provincia di Roma.
Questa varietà di zucchina si distingue dalle altre per la sua tipica forma un po’ curva e le sfaccettature dagli spigoli molto evidenti, un colore verde chiaro ed un pronunciato sapore tendente all’amarognolo.
Stagionalità: da marzo a novembre
Curiosità: Molto usati i suoi fiori, noti come fiori di zucca, che nella tradizione romana vengono farciti di mozzarella e alici, impastellati e fritti.
Itinerario per la degustazione: tutta la Provincia di Roma